Martedì, 30 Marzo 2021 17:42

L'ira della Cultura sulla politica

Si salvano i deputati fannulloni: stop alle riprese "non essenziali" -  IlGiornale.itIl 16 marzo scorso si ricordava il sequestro dell’onorevole Aldo Moro, un grande statista democristiano, rapito dalle brigate rosse nel 1978. 

Ripensando a questa figura è nata in me una strana nostalgia: la nostalgia di una classe dirigente umanamente e culturalmente formata! 

Lo scontro politico, allora, avveniva sui temi, sugli argomenti, sui capisaldi della destra e della sinistra, questo perché gli attori dei dibattiti che si svolgevano in Parlamento, non su Twitter, avevano una solida preparazione alle spalle che permetteva loro un’abbondante argomentazione delle diverse posizioni, mirando infine ad individuare quale fosse il bene del Paese in quel preciso momento. 

Ma senza questa solida preparazione culturale, senza un bagaglio di studi adeguato, senza la conoscenza dei meandri del sapere, sarebbero riusciti lo stesso a ricostruire un Paese dopo una guerra mondiale? 

La risposta è no. 

Qui sorgono inequivocabilmente delle domande: facendo un paragone con l’attuale classe politica, come è possibile che nel Parlamento italiano siano stati eletti dei deputati con a malapena l’attestato di terza media oppure il diploma di perito aziendale? Come è possibile che la sottosegretaria alla cultura di questo governo abbia affermato di non leggere un libro da tre anni? Come è possibile che la politica sia caduta così in basso? Ci sarebbero tanti altri “Come è possibile….”, ma temo che non ci sarebbero abbastanza righe per denunciare ogni singola ipocrisia commessa. 

Se il livello culturale del Parlamento si abbassa, come possono i gruppi politici trovare delle soluzioni ai continui problemi del nostro Paese? 

Se l’asticella della cultura va giù, inevitabilmente anche l’asticella “dell’arte di governo” cala, ambedue sono interconnesse tra loro. 

Quindi si dovrebbe tornare a pensare ad una politica più organica che miri realmente ad avere il bene comune come fine assoluto e non certi interessi egocentrici, questo sarebbe possibile se il sale del sapere avesse la sua parte in tutto ciò. 

Oramai speranzoso solo nella Provvidenza, esattamente come Manzoni, cari lettori del giornalino vi saluto e vi aspetto al prossimo numero. 

 

                                Davide Piombi

Ebbene sì, avete capito bene: Israele si è conquistata il posto da paese più vaccinato e più sano rispetto alla Sars-cov 2.

Ci è riuscito grazie a un piano di vaccinazione ben progettato insieme con un’organizzazione sanitaria eccellente.

Quella Israeliana è stata una vera e propria vaccinazione di massa che è riuscita a rendere più o meno immune la metà della popolazione. Uno dei tanti geni che stanno dietro a questa idea è Arnon Shahar, il responsabile di tutta questa storia.

Modello Israele, record di vaccinati: oltre 4,5 milioni di persone, il 55%  della popolazione - La StampaGrazie a persone come lui i cittadini possono finalmente svolgere le attività quotidiane come prima della pandemia, anche se lo stesso Arnon in un’intervista ha sostenuto questo: “Non è come prima del covid, ma stiamo riaprendo un po’ tutto: i ristoranti, i teatri, certo con pubblico contingentato, vaccinato e con il patentino verde. Pensi che questo weekend ci sarà la prima partita di calcio con qualche migliaio di persone, tutti ovviamente vaccinati e distanziati. Anche le scuole stanno riaprendo con un maggior numero di ragazzi in presenza. Ci vuole ancora un po’ di pazienza, anche se è contro la nostra mentalità, che è molto simile a quella italiana. Ci vuole pazienza anche se siamo vaccinati. Abbiamo bisogno del tempo di pensare, elaborare con calma. Chiaramente, le persone non hanno pazienza, ma se aprissimo tutto andremmo incontro a critiche proprio perché abbiamo aperto tutto. Tutti stiamo vivendo questo stress”.

Durante l’intervista avete probabilmente notato l’espressione “patentino verde” e forse non siete a conoscenza del suo significato: questo documento è un pass che viene rilasciato alle persone vaccinate o guarite dal covid-19 che permette loro di viaggiare più sicuramente e liberamente, perché mostrandolo ai controlli, le autorità sanitarie saranno a conoscenza della effettuata vaccinazione.

Inoltre, Israele è anche riuscito a garantire al suo esercito la vera e propria immunità di gregge, rendendo il paese un posto ancora più sicuro.






Filippo De Pietro e Vittorio Scipione

Martedì, 30 Marzo 2021 17:31

Il 71° Festival di Sanremo

Anche quest’anno, nonostante tutto, non poteva mancare un appuntamento entrato da anni nella tradizione italiana: Il Festival di Sanremo. 

Seppur le condizioni legate alla pandemia in corso non permettessero una versione abituale di questo, il Festival si è svolto comunque, anche se con modalità diverse come ad esempio l’assenza del pubblico in sala, le distanze più o meno mantenute tra i presenti sul palco e la consegna dei fiori secondo un certo protocollo; invece sono rimaste invariate la presenza dell'orchestra, i cui componenti erano dotati di mascherina, la scenografia d’effetto e la consueta scalinata da cui devono  scendere cantanti e ospiti della kermesse. 

La difficoltà maggiore da superare, senza dubbio, è stata proprio la mancanza di un pubblico festoso e partecipativo, risolta però con la proposta di una registrazione di finti applausi e con il posizionamento, per una sola serata, di palloncini-spettatori collocati su ciascuna delle poltrone vuote.

Anche quest'anno, il direttore artistico del Festival, Amadeus, è stato affiancato dal co-conduttore Fiorello; insieme, hanno saputo regalarci momenti di grande ilarità, facendo vivere da casa quello che avremmo potuto provare dal vivo.

TSanremo 2021: ascolti, conversazioni in Rete, meme - Inside Marketingra i cantanti in gara, oltre a qualche grande classico della canzone italiana come Orietta Berti, c’erano anche artisti noti al pubblico più giovane, tra cui  Francesca Michielin e Fedez, la cui presenza era tanto attesa, Annalisa che era già stata partecipante nel 2018, Gaia che dopo aver partecipato ad Amici è stata poi invitata a questa edizione e molti altri ancora.

Tra gli ospiti abbiamo potuto trovare un insolito Ibrahimovic, visto in un ambito diverso da quello calcistico: ci ha strappato qualche risata con il suo modo di fare e nel prendere in giro scherzosamente Amadeus.

In veste di co-conduttrice per una serata, anziché di cantante in gara, Elodie ha catturato il pubblico, raccontando in un monologo relativo alla sua vita da adolescente, quanto sia importante non sentirsi limitati da condizioni che possono farci sentire svantaggiati, come il posto da cui si proviene e le difficoltà vissute nella vita: è fondamentale credere nei propri sogni. 

Ne sono la prova tutti i cantanti che anche dopo questa avventura a Sanremo continueranno la loro carriera musicale, in particolar modo i tre che si sono classificati sul podio: I Måneskin, chiamati così dalla bassista di origini danesi che significa “chiaro di Luna”, sono ormai insieme dal 2015 e hanno voluto portare a Sanremo la loro bellissima canzone “Zitti e buoni” che ha catturato l’attenzione di tutti gli spettatori grazie alla loro travolgente scenografia, tanto da arrivare al primo posto. Il significato di questo pezzo è di reazione, ribellione, ripresa della propria esistenza; la diversità è un valore aggiunto, una differenza che li distingue dalla massa di coloro che sono tutti uguali. Con l’espressione “Zitti e Buoni” i Måneskin hanno dichiarato che non si vuole offendere o criticare nessuno, quello che vogliono trasmettere tramite la canzone è che questi sono loro e questo è il loro genere.

Ci sono stati, inoltre, Francesca Michielin e Fedez che avevano già fatto alcune canzoni assieme. Quest’anno sono stati invitati a partecipare con la canzone “Chiamami per nome” che ha fatto commuovere Fedez nella prima serata e che si è aggiudicata il secondo posto.

Ermal Meta è un cantautore già partecipante e vincitore con Fabrizio Moro al Festival di Sanremo nel 2018. Quest’anno ha portato sul palco dell’Ariston la canzone “Un milione di cose da dirti” con cui ha conquistato il terzo posto. 

Una piccola menzione merita anche la coppia Colapesce Dimartino, sconosciuti ai più. Questa coppia di musicisti siciliani ha scritto il brano ormai più ascoltato in radio e ai vertici delle classifiche Spotify e ITunes: si tratta di “Musica leggerissima”, un pezzo in cui la musica riscopre il suo ruolo, quello di unire le diversità e di far riflettere le persone senza appesantirle. 

Dopo aver passato queste serate divertenti con Fiorello e Amadeus,  crediamo di parlare a nome di tutti quando diciamo che siamo ansiosi di vedere e ascoltare la prossima edizione di Sanremo con altri nuovi cantanti e le loro canzoni entusiasmanti.

 

Berto Ludovica Maria e Salbucci Fiammetta, 2°c. 

Martedì, 30 Marzo 2021 17:28

Esploriamo o inquiniamo?

NASA's Mars rover Perseverance is in the home stretch of its journey to Red  Planet | SpaceIl 18 febbraio 2021 Perseverance, il rover della nasa partito il 30 luglio 2020 da Space Canaveral, è finalmente atterrato su marte dopo 7 mesi di viaggio.

Perseverance è dotato di 2 microfoni per ascoltare i suoni di Marte e possiede anche un trapano progettato per estrarre campioni del suolo Marziano per poi inviarli sulla terra. Presenta, inoltre, telecamere più evolute di quelle di Curiosity - il rover precedente, molto simile a Perseverance -, ma il suo strumento più importante è sicuramente un elicottero, dal nome di Ingenuity, che guiderà il rover per i suoi 8 anni (corrispondenti ad un anno marziano) all’interno del cratere Jezero: un antico lago in cui, secondo gli scienziati, potrebbe essersi sviluppata la vita.

In realtà, Perseverance non è il primo rover ad essere andato su marte, come potrebbe sembrare; in precedenza, infatti, ci sono state molte altre missioni di questo tipo e le elenchiamo ora nel dettaglio:

  1. Il primo oggetto a toccare il suolo marziano è stato Mars 2 che nel 1971 si è schiantato e non si è mai acceso.
  2. Pochi giorni dopo tale evento, è atterrato anche Mars 3 che riuscì a giungere al suolo, ma si spense dopo appena 20 secondi.
  3. Il primo rover capace di muoversi sulla superficie marziana è stato Pathfinder, arrivato nel 1997.

Dal 1960 ad oggi ci sono state 44 spedizioni di rover e satelliti finalizzate agli studi dell’orbita del pianeta, fino ad arrivare alle osservazioni dirette del suolo. Quasi la metà di queste, però, non ha nemmeno raggiunto lo scopo - e chi l’ha raggiunto non ha avuto vita duratura sul pianeta -  perciò, sonde e rover, sono diventati veri e propri rifiuti che ora giacciono sul suolo marziano. Si stima che questi “rifiuti”, come li abbiamo chiamati noi, peserebbero circa 10 tonnellate!

Siamo stati così bravi che, oltre ad aver inquinato la Terra al punto di ridurla in fin di vita, siamo pure dovuti andare su Marte a lasciare un’enorme quantità di spazzatura!!! In pratica, se continuiamo così, inquineremo ogni pianeta sul quale giungeremo.

L’essere umano a volte è davvero incredibile, ma anche incredibilmente stupido. 

E se realmente i marziani stanno cercando di venire sulla terra, scommetto che è solo per restituirci la nostra spazzatura!

A questo punto… Speriamo che le agenzie spaziali inventino un robot pulitore da inviare su Marte!

 

Davide Veclani 1a

Lui manterrà solo le azioni di Tesla e SpaceX per creare il suo sogno

Elon Musk, maxibalzo fra i più ricchi: dal 35esimo al secondo posto grazie  a Tesla - Startupitalia

Arrivare su Marte e riuscire a costruirci sopra una città è il grande pallino di Elon Musk, il divertente, ambizioso e ricco fondatore e proprietario di Tesla e SpaceX. Pur di portare avanti questo progetto che punta a portare la civiltà nello spazio, l’imprenditore sudafricano ha messo in vendita la gran parte del suo patrimonio personale.

L’amministratore delegato di Tesla e proprietario di SpaceX, nel corso di una lunga intervista al giornale tedesco Die Welt, ripresa da Repubblica, ha spiegato perché ha messo in vendita tutte le sue proprietà immobiliari, che non sono di poco conto dato che parliamo del secondo miliardario al mondo dietro il solo Jeff Bezos di Amazon. Parlando dei suoi obiettivi per il futuro, Musk ha dichiarato: “Penso che sia importante che l’umanità evolva in una civiltà spaziale, in una specie multiplanetaria. Ci vorranno enormi risorse per costruire una città su Marte. Voglio essere in grado di contribuire il più possibile”.

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